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Triangle

Triangle

Sulle orme di film come Timecrimes e Primer, l’opera terza dell’inglese Smith è un viaggio paranoico tra paradossi temporali e una realtà sempre più difficile da afferrare. Buon trip…
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Christopher Smith è un regista inglese che potrebbe quasi essere l’incarnazione dell’autore tipico di outsiders per come li intendiamo noi. Dopo un paio di cortometraggi ha esordito nel 2004 con un horroretto ignorabile come Creep, seguito a distanza di due anni dallo spassoso e interessante Severance che iniziava a far intravedere del potenziale nel ragazzo di Bristol. Ma è nel 2009, col film che vi presentiamo oggi, che Smith piazza il colpo ad effetto sfornando Triangle.

Triangle è un thriller-horror-sci fi che al suo centro ha i nostri tanto cari loop e paradossi temporali. Nonostante il film di Smith sia successivo ai due più conosciuti e quotati Timecrimes di Vigalondo ePrimer di Carruth, Triangle riesce comunque a stupire grazie ad un ritmo elevatissimo ed al suo loop impostato sul progressivo svelamento di nuovi elementi utili a comprendere cosa cazzo sta succedendo.

Ambientato su una nave all’apparenza deserta (sulla quale i protagonisti si rifugiano dopo il naufragio della loro barca a vela), il film segue la bionda Jess (una Melissa George sexxxissima) alle prese con continuiwhat the fuck? che la porteranno presto a capire che lei e i suoi compagni di viaggio sono in una situazione un po’ pesantuccia. Non vi svelo altro perchè vi toglierei tutto il gusto della visione di Triangle, probabilmente fino ad ora il miglior film di Smith (che comunque due anni dopo si è confermato alla stragrande con quella pietra oscura che risponde al nome di Black Death).

Triangle, 2009, Christopher Smith


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