Carnival of Souls

Un horror cult, frettolosamente bollato come B-Movie ai tempi in cui uscì, che giustamente è stato rivalutato e che oggi rappresenta un classico del cinema di genere a tema fantasmini e apparizioni dall’aldilà…
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Questa settimana andiamo indietro nel tempo di 50 anni e più per presentarvi un film che col passare del tempo si è giustamente guadagnato un posto di rilievo all’interno della storia del cinema horror: Carnival of Souls di Herk Harvey.

Scritto da John Clifford e costato 33.000 dollari, il film non venne praticamente preso in considerazine quando uscì negli States nel ’62 ma è stato rivalutato nel corso degli anni per l’influenza e l’importanza che ha avuto all’interno del genere. Carnival of Souls è fondamentalmente una ghost story giocata tutta sulle visioni inquietanti che tormentano la protagonista Mary (Candace Hilligoss) dopo un incidente d’auto. La povertà di mezzi a disposizione di Harvey porta il regista a puntare tutto sull’atmosfera e sulla creazione di sequenze surreali e grottesche, tra le quali spicca il macabro ballo dei morti all’interno del luna park. Il colpo di scena finale può risultare “telefonato” a noi gente del futuro, ma anche dopo 53 anni fa il suo effetto.

Una pellicola da riscoprire e da tenere ben presente come punto di riferimento per un certo tipo di cinema horror.

Carnival of Souls, 1962, Herk Harvey

 


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