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Kingsman – Secret Service

Kingsman – Secret Service

E anche Mr. Kick Ass è tornato. Aspettavamo con ansia il nuovo film di Matthew Vaughn per vedere come se la sarebbe cavata su un terreno meno sicuro di quello targato X-Men, nonostante sempre di fumetti e supereroi si tratti. Kingsman – The Secret Service proviene da un lavoro del fumettista scozzese Mark Millar (già autore di Kick Ass e Hit Girl) col quale Vaughn ha collaborato per il soggetto. Non era facile per il regista londinese replicare il successo dei suoi precedenti film eppure la missione viene portata a casa in scioltezza, con il buon Matthew che si affianca a James Gunn nella corsa al titolo di best director di comic movies del momento.

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I Kingsmen sono agenti segreti inglesi spacconi ed eleganti, un po’ James Bond e un po’ Batman senza costume, impegnati in missioni pericolose e di massima importanza. Da buoni “uomini del Re” hanno come capo Artù (Michael Caine), fiancheggiato da Merlino (Mark Strong), e come nome in codice hanno nomi come Lancillotto ecc ecc. Un agente viene ucciso da una tizia strafiga con delle lame al posto dei piedi (Gazelle, Sofia Boutella) durante una missione e va rimpiazzato. Ogni kingsman deve proporre ad Artù un giovane candidato. Harry Hart, nome in codice Galahad (Colin Firth), occhialuto ed esperto agente, sceglie il figlio di un suo vecchio “pupillo” che vide morire sotto i suoi occhi durante una missione 17 anni prima. Il giovane scelto da Harry è Eggsy (Taron Egerton) che dopo estenuanti prove arriverà all’ultimo test per diventare agente segreto ma verrà sconfitto dalla giovane, bella e agguerrita Roxy. Nonostante questo, Eggsy si troverà a combattere a fianco dei Kingsmen per salvare l’umanità.

Da chi va salvata l’umanità? Direte voi. Da Samuel L. Jackson con la zeppola aka Richard Valentine, multimilionario genio del web e della tecnologia e ambientalista dalle posizioni un po’ estreme che per proteggere la Terra dall’inquinamento e dalla distruzione decide che va ridotta drasticamente la presenza dell’uomo. Come? Facendo diventare ultraviolenta la gente tramite un segnale radio sparato da delle sim card modificate da Valentine stesso e creando una specie di royal rumble su scala globale dove tutti cercano di ammazzare tutti. Tranne, ovviamente, un’elite di persone selezionate da lui stesso (ricconi, teste coronate, intellettuali, geni ecc). Riusciranno i Kingsmen a fermare il diabolico piano di Richard Valentine?

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Il film spacca. Vaughn si tiene sullo stesso registro del suo X-Men come fotografia e modo di girare ma aggiunge violenza e da grandissima importanza (grazie a dio) ai combattimenti. La sequenza della chiesa ad esempio è di un’incisività pazzesca, con un Colin Firth in stato di grazia che pista e mena e ammazza gente manco si trovasse in The Raid. L’ex Re Giorgio è la nota più lieta del film e come simbolo dei nuovi supereroi in giacca e cravatta è perfetto: la battuta sempre pronta, lo stile inconfondibile e la cazzuta eleganza con la quale si muove rendono il personaggio di Harry davvero potente.

Malino invece L. Jackson, alle prese con un villain un po’ atipico che non convince del tutto e che passa senza lasciarti nulla..non una battuta, non un gesto, non una supermossa cattiva.. Alla fine Valentine viene ricordato solo per la zeppola alla Jovanotti. Tutt’altro spessore ha invece Gazelle, l’aiutante di Valentine, un’acrobatica Sofia Boutella che sembra uscita da Kill Bill.

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Non abbiamo parlato di quello che poi alla fine risulta essere il vero protagonista, ovvero il giovane Taron Egerton nei panni di Eggsy, ma non è per cattiveria. Il fatto è che la scena è rubata dall’ingombrante presenza di Colin Firth che col suo faccione monopolizza l’attenzione. Egerton è bravino e se la cava anche quando il film scade un po’ nel cazzeggio, ma ogni volta che in scena è presente un altro attore (immenso Mark Strong nei panni di Merlino) quasi sparisce.

Attori a parte, Kingsman riesce nell’intento di presentare alla grande una storia e dei personaggi praticamente sconosciuti a tutti, lanciando questi 007 spacconi e folli nell’immaginario collettivo così come il già citato Gunn è riuscito a fare coi Guardians. Vero è che poco sarebbe cambiato se al posto dei tizi in giacca e cravatta ci fossero stati dei giovani X-Men, ma la storia regge e l’impressione è che Vaughn abbia cercato in maniera ancora più forte rispetto a Kick Ass di mischiare commedia e action ribaltandone gli schemi qua e là con successo. Kingsman insomma rappresenta la consacrazione per il regista inglese e uno dei film più divertenti e piacevoli di questo inizio 2015. Amen.

VOTO: 7


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