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Whiplash

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Whiplash! Ormai il caro Sundance Film Festival si è specializzato nell’indicare chi sarà il candidato-outsider come miglior film agli oscar dell’anno seguente. E’ successo con Precious, con Frozen River, con Re della Terra Selvaggia e ora succede con Whiplash !, che per rispettare l’atmosfera indie del Sundance scriviamo con il punto esclamativo. Whiplash! Un po’ come il MikeBongiorniano Allegria! Sì, perche Whiplash! è un film per tutti, proprio per tutti. E’ un film che potrebbe esaltare un poppante di 3 anni come il suo decrepito bisnonno, potrebbe divertire un esperto batterista free jazz ma anche uno che guarda Sanremo, potrebbe piacere a Salvini come a Jihadi John dello Stato Islamico, verrebbe applaudito da un vetusto critico cinematografico ma anche da un giovane blogger senza peli sulla lingua. Whiplash! è qualcosa che riesce a catalizzare talmente il consenso di tutti che potrebbe essere anche definito un film renziano o democristiano, appellativo che forse però si rivelerebbe un pochino ingiusto, perché Whiplash!di Damian Chazelle non è un film ruffiano e che ti strizza l’occhio, ma è un’opera sincera. Il suo difetto, probabilmente, è quello di essere troppo poco divisivo, e quindi tende a stare sul cazzo ai grillini della cinefilia. Ma siamo un paese libero, ergo lasciamoli arrabbiarsi.

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La trama del film vincitore al Sundance e candidato a 5 premi Oscar racconta di Andrew (Teller), talentuoso giovane batterista che viene adocchiato dal temutissimo Terence (Simmons), direttore del Conservatorio Shaffer, che lo sottoporrà a durissimi allenamenti. Andrew però non è uno smidollato senza palle, anzi è un bel fascistello diligente e fanatico pure lui, così comincerà a sfidare se stesso e soprattutto Terence, in una guerra psicologica che metterà a rischio la vita e la carriera dei due jazzisti.

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Andando al sodo, e rivolgendoci sia al lettore che ha visto il film sia a quello che deve ancora vederlo, qual è il merito di Whiplash!? Il merito è di essere un film travolgente, con ritmo pazzesco, un film che dà una scarica di energia che mancava da un po’ al cinema, un film fresco, sano, giovane…..Ok, lo so, dopo Matteo Renzi è impossibile utilizzare questi aggettivi e queste categorie in chiave positiva; tutto assume una patina di falsità e meschinità marpiona, ma provate a fare la tara di Matteo Renzi al vostro vocabolario e avrete Whiplash, un film dove tutti quegli epiteti fissi renziani ( giovane, fresco, nuovo, energetico, sano, meritocrazia, ritmo) che fanno venire voglia di sboccarsi addosso senza neanche chinarsi in avanti e smerdandosi tutta la maglia, per una volta, sono azzeccati e sinceri.

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Poi vabbè, A parte tutta la parte energetica che potrebbe essere un spot della Red Bull, dove J.K. Simmons gioca a citare il sergente Hartmann di Full Metal Jacket in modo forse un po’ troppo scoperto, Whiplash butta lì anche una mini-riflessione da osteria su cosa sia il talento, se insomma esso si sprigioni meglio sotto le legnate di un sadico-maestro che porta allo stremo l’artista o se invece si sviluppi con più facilità attraverso un approccio cerchio-bottista conciliante che sa unire la carota con il bastone, ma poi Chazelle molla il discorso e ritorna a fare quello che gli piace di più, ossia girare scene a 1000 all’ora di assoli di batteria facendo scorrere l’adrenalina in sala.
Whiplash! è insomma questa roba qui, un film che potrebbe essere scambiato per renziano ma non lo è, un film che di sicuro sa divertire come pochi altri e che riesce a trasmettere tutta l’energia di un assolo di batteria. Ah, J.K. Simmons (bravo e simpatico) vincerà l’Oscar ai danni di Edward Norton e questo è triste.

VOTO: 7


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