Patrick

Film di culto firmato Richard Franklin. Protagonista è Patrick, giovane in coma irreversibile ma dagli inquietanti poteri paranormali…
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L’Outsider di questa settimana è uno di quei film che incarnano in maniera perfetta l’idea che noi Sbandati abbiamo di film “outsider”. Un film di culto, che ha fatto scuola, ma che per un motivo o per l’altro non ha avuto i riconoscimenti e la fama che meritava. Parliamo di Patrick, film del 1978 di Richard Franklin, colui che 5 anni più tardi realizzerà un altro sottovalutatissimo film come Psycho II (che si portava dietro il macigno del confronto col primo hitchcockiano capitolo).

Patrick è la storia di un giovane che dopo aver ucciso i genitori si ritrova a causa di un incidente in stato vegetativo in un letto di ospedale. Le sue condizioni secondo tutti i medici sono irreversibili ma il Dr. Roget (Robert Helpmann) decide di tenerlo in vita per testare nuove terapie. Quando Kathie (Susan Penhaligon), appena assunta come infermiera, inizierà a prendersi cura di Patrick, scoprirà che dentro a quello che sembra un pupazzo di carne inanimata c’è ancora vita…e che Patrick possiede poteri psicocinetici.

Il film di Franklin è un horror atipico, nel quale il personaggio principale sta per tutto il film sdraiato in un letto di ospedale senza letteralmente battere ciglio (ogni tanto sputa) ma che nonostante questo riesce grazie al potere della sua mente a condizionare la vita di tutti quelli che lo circondano. Patrick è un film montato su equilibri sottili, sorretto dallo sguardo penetrante di Robert Thompson (che ricorda quello di McDowell durante la Ludovico) e dall’ambiguità con la quale Kathie gestisce il suo rapporto col paziente. Tanti temi nascosti e tensione a mille in un film che ha un posto importante nella storia del cinema horror.

Un remake osceno è stato fatto nel 2013 da Mark Hartley. Evitatelo e non sbagliatevi.

Patrick, 1978, Richard Franklin


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