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White God

White God

Vincitore di Un Certain Regard al Festival di Cannes. Cani randagi allo sbaraglio a Budapest! Tra George Orwell, horror e j’accuse politico, ecco la storia di una rivolta canina visivamente straordinaria…
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Per favorire i cani di razza, a Budapest viene messa una tassazione particolarmente salata per il possesso di cani senza un vero pedigree. Le conseguenze però andranno al di là di ogni immaginazione. Non fu forse Gandhi a dire “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui essa tratta gli animali”?

I cani sono stati da sempre ritenuti come i migliori amici dell’uomo. Tuttavia che cosa accadrebbe se un bel giorno decidessero di ribellarsi e di vendicarsi di tutte le angherie subite da noi bipedi? Beh, questa è, a grandi linee, l’idea alla base della trama del sorprendente White God, film ungherese del regista Kornél Mundruczò, premiato l’anno scorso a Cannes con Un Certain Regard. Ma attenti, se all’udire di animali davanti alla macchina da presa la memoria vi ritorna ai drammoni strappamutande tipo Hachiko o alle commediole per bambini hollywoodiane, siete fuori strada.

Seguendo l’esempio di George Orwell, il regista Mundruczò utilizza l’odissea di Hagen, cane mezzosangue dal pelo corto, per fotografare la società ungherese odierna. A fare da sfondo una Budapest desolata, popolata da un’umanità vile e gretta, pronta ad ogni occasione a sfruttare i più deboli. White God è la quintessenza del cinema “sperimentale”, con una trama solida ed una potenza visiva straordinaria. A farla da padrone per l’intera durata del film i cani, che non fanno rimpiangere gli attori in care ed ossa. Le immagini scorrono, la trama si sviluppa in scioltezza, l’esperimento riesce: da guardare. Enjoy!


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