Play

Uno spaccato diretto e senza filtri sul bullismo made in Sweden, il film di Östlund ha generato non poche polemiche alla sua uscita. Play ha la capacità di mettere a disagio lo spettatore, e non è poco…

pagina-outsider-immagine-1

Outsider autoriale, provocatorio e svedese, questa settimana. In una eterea Malmoe, un gruppo di quattro ragazzini neri si diverte a tormentare dei loro coetanei bianchi, tra piccole torture psicologiche e leggeri atti di bullismo.
Perché lo fanno? Perché i bianchi si lasciano maltrattare? Questo è la domanda che Ruben Östlund, stella nascente del cinema svedese, esploso di recente con il magnifico Force Majeure (vedi Festival di Torino), pone allo spettatore occidentale bianco. E’ forse la differenza di classe a portare a questa dinamica violenta? E’ forse semplice bullismo? E’ “razzismo al contrario”?

Il senso di colpa universale dei bianchi li porta ad essere vittime dei neri nella loro stessa società? Play è un film ambiguo, sottile, furbo e provocatorio, che ha il coraggio di andare a toccare dei temi intoccabili (il razzismo) facendo domande scomode e spiazzanti. Un film da vedere, un film che in Svezia ha scatenato un putiferio su tutti i giornali e che ha fatto indignare mezza stampa, oltre a rivelare il cristallino talento registico del giovane Östlund, ormai erede del grande Roy Andersson.


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.