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John Wick

John Wick

Avete presente quando scrollando la home di Facebook vi capita di imbattervi in foto di animali di vario genere maltrattati, triturati, con una lancia in un occhio, con un palo in bocca, con una gamba maciullata e sotto commenti tipo “vergogna!!11!!“, “pena di morte!11!!“, “bastardi!!!” e l’immancabile “la vera bestia è l’uomo“? Immaginatevi uno degli autori di questi commenti indignati che parte in missione per vendicare il povero animaletto che ha subito violenza dall’uomo. Immaginate sia Keanu Reeves. Ci siete?

Benvenuti in John Wick, il film nel quale come rappresaglia per la morte di un cane si uccidono centinaia di esseri umani.

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John Wick è un ex sicario ritiratosi per amore di una donna che molto sfortunatamente muore pochi anni dopo il felice matrimonio per una grave malattia. Prima di morire la moglie lascia come regalo d’addio al marito un cagnolino (nella foto), per rendere la vita del marito, futuro vedovo, meno vuota e triste. John Wick ha una macchina molto fica, una Mustang del ’69, a cui è molto affezionato e con la quale per sfogarsi va a fare le sgommate in un piazzale come i tamarri. Fatto sta che il figlio scemo di un boss della mala russa (Alfie Allen aka Theon Greyjoy) mette gli occhi sulla macchina di John e non solo fa irruzione in casa sua di notte con degli scagnozzi per rubargli la macchina, ma gli uccide pure il cane. John Wick, che non ha veramente niente ma niente di niente da perdere (e da fare) si incazza in una maniera inaudita e decide di vendicarsi. Il boss russo Viggo (Michael Nyqvist), che in passato ha lavorato con John e ne conosce la spietatezza, appena appresa la notizia picchia il figlio scemo e si prepara all’inevitabile vendetta di JW (che intanto sta spaccando il pavimento di casa sua a martellate). Gli scagnozzi di Viggo vengono lanciati in missione suicida contro John, che li elimina abbastanza agilmente, tipo così:

Ma John Wick deve guardarsi le spalle da due vere minacce: l’amico killer doppio/triplogiochista Marcus (Willem Dafoe) e la bonazza Ms. Perkins (Adrianne Palicki) che vogliono farlo fuori per prendersi la taglia di 2 millions che Viggo ha messo sulla sua testa.

Ma John Wick it’s back ed è fuckin unstoppable. Seguono sparatorie. Tante sparatorie (anche in chiesa…e si, John spara anche al prete).

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John Wick è il debutto alla regia di Chad Stahelski. Per chi non lo sapesse, questo signore è un esperto di arti marziali che ha lavorato sia come stuntman che come coordinatore degli stunt per filmetti come Matrix, V per Vendetta, il Die Hard del 2007, Wolverine, John Rambo e gli Expendables, più altri innumerevoli film. Di certo da uno come lui non ci si poteva aspettare un film intimista e riflessivo. E infatti JW è un treno lanciato a mille all’ora che travolge tutto ciò che trova sulla sua strada: zero tempi morti, nessun tempo sprecato nella presentazione dei vari personaggi (giusto un breve flashback iniziale per farci conoscere il passato di John), nessuna crisi nel protagonista, nessuna.cazzo.di.pausa. Keanu Reeves a distanza di 9 anni da quel mezzo capolavoro di A Scanner Darkly prova a riacquistare credibilità interpretando un personaggio spaccosissimo, cucitogli addosso alla perfezione da Stahelski, che si muove tra arti marziali e trick da boss con la pistola o qualunque arma gli capiti a tiro.

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Un’ora emmezza di azione e violenza, con teste che saltano, coltelli che si piantano in gola e carneficine varie. Questo è allo stesso tempo il punto di forza e il punto debole di John Wick: se le sequenze action fanno gridare alla figata più di una volta, la profondità completamente assente nei personaggi e nella storia gli fanno perdere un po’ di peso. Più che un film è un videogioco sparatutto trasportato su grande schermo. Se gli action ultimamente stanno cercando di ritagliarsi un loro spazio importante attraverso sceneggiature e intrecci più elaborati per salire di livello, JW se ne frega e prende il primo pretesto buono (l’uccisione del cane) per far partire l’azione, che non si fermerà fino all’ultimo minuto del film.Se siete amanti del genere, godetevelo. Se non vi piacciono le pistole, andatevi a vedere Stephen Hawking innamorato.

VOTO: 6,5


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