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Drawing Restraint 9

Drawing Restraint 9

Una delle cose più weird, geniali, inguardabili, belle, brutte, visionarie, insopportabili, folli e stralunate che cinema e video-arte abbiano sfornato negli ultimi 10-15 anni….
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Questa volta ce la vogliamo tirare un po’. L’outsider di questa settimana è una delle cose più weird, geniali, inguardabili, belle, brutte, visionarie, insopportabili, folli, stralunate, tediose e scioccanti che cinema e video-arte abbiano sfornato negli ultimi 10-15 anni. Stiamo parlando di Drawing Restraint 9, film dell’artista Matthew Barney del 2005. Allora, lui è uno degli artisti postmoderni più rispettati e chiacchierati degli anni ’90-2000; uno che nella vita ha fatto il quarterback e il modello per poi diventare il più noto artista multimediale d’oggi (oltre che il marito di Bjork). Forte di un budget sconosciuto nel mondo dell’arte ( siamo in zona Kolossal cinematografico), Matthew Barney ha girato quest’opera che prende le mosse dalla caccia alle balene in Giappone, per diventare, lentamente e con ritmo anti-cinematografico, un rito pagano in cui l’Uomo e la Donna ( interpretati da Barney stesso e Bjork) si fondono con il mare e la natura.
Insomma, per darvi un’idea, Barney e Bjork finiscono per farsi a pezzi a vicenda e diventano due balene (!!!!!!!!!). Visivamente straordinario, di quei film che si spingono nei territori indefiniti della video-arte ( o il contrario), fino a farci affermare: “io una roba così non l’avevo mai vista prima”, Drawing Restraint 9 potrebbe essere la cosa più inguardabile della vostra vita, ma se spegnete la luce e accettate leggi e ritmi diversi da quelle del cinema, l’esperienza sarà comunque un’esperienza unica, nel bene e nel male. A voi.


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